Rubrica Volo libero – 22 agosto 2025
Etica – Attualità – Spirito – Ospiti
Il giorno del silenzio e della profondità.
Pensieri aperti, provocazioni luminose, accoglienza di testimonianze (anche anonime).
“Lo Spirito soffia dove vuole… e qui trova spazio.”
di Massimo Creati
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C’è un giorno, nella vita di ciascuno, che non possiamo evitare: il compleanno.
Un numero che si aggiunge alla nostra età, un giro in più intorno al sole.
Per alcuni è festa e leggerezza, per altri ombra e nostalgia.
Ma se proviamo a guardare più a fondo, scopriremo che questo giorno non è soltanto una ricorrenza: è un ponte verso la consapevolezza.
Il compleanno come specchio
Il compleanno ci mette davanti a una verità disarmante: il tempo passa.
Eppure non è il passare degli anni a essere pericoloso, ma il rischio di vivere male.
Possiamo avere problemi, fatiche, prove da affrontare, e tuttavia smettere di soffrire “come prima”.
Non si tratta di fingere che vada tutto bene: si tratta di imparare a stare bene nonostante tutto.
Dall’ego alla consapevolezza
Tradizionalmente il compleanno è l’occasione per ricevere auguri, regali e attenzioni.
Ma se lo guardiamo con occhi diversi, può diventare un esercizio interiore:
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Non ego, ma bussola: rivedere cosa è accaduto nell’ultimo anno, riconoscere ciò che ha funzionato e scegliere dove orientarsi nel futuro.
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Due pilastri di trasformazione:
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Eliminare ciò che non serve – abitudini, pensieri, schemi che ci appesantiscono.
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Celebrare la gioia – riconoscere le conquiste interiori ed esteriori, grandi o piccole che siano, e fissarle nella memoria.
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“Celebrare non è vanità: è gratitudine.
È allenare la coscienza a ricordare il bene, così da non lasciare che il dolore diventi il filtro unico del nostro passato.”
Un invito all’azione
Viviamo in un tempo che corre, un “capitalismo interiore” che misura la felicità in base a ciò che facciamo, abbiamo o mostriamo agli altri.
Ma il compleanno ci chiama a una domanda radicale:
Chi sto diventando?
Non più vittime delle circostanze, non più incastrati nella zona di comfort, ma responsabili del nostro cammino.
La vera crescita non si misura dal “fare” o dall’“avere”, ma dal diventare.
Ogni compleanno può trasformarsi in un piccolo capodanno personale, in cui lo Spirito soffia e ci suggerisce nuove direzioni.
È un giorno di nascita, sì: ma non solo del corpo, anche dell’anima che si rinnova.
Pensiero finale
Se oggi è il tuo compleanno, gioisci.
Se non lo è, fanne comunque un esercizio: scegli un momento per eliminare ciò che appesantisce e per celebrare ciò che ti ha nutrito.
Così, il tempo che scorre diventerà alleato, non nemico.
Perché, come ricordava Benedetto XVI:
“La fede non è un peso che opprime, ma un’ala che solleva.”
E ogni compleanno può essere questo: un volo libero verso una vita più consapevole, vera e luminosa.
Ora a te la parola
Qual è stato l’insegnamento più importante che hai ricevuto nell’ultimo anno della tua vita?
Vado a meditare sulla risposta, se ti va fallo anche tu, te lo suggerisco con delicatezza perchè ti sarà utile.
In Cammino con te, nella luce.
Massimo
(Fratello in Cristo e compagno di Luce)
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