Lettere dal cuore, al cuore
Intimità – Verità – Ascolto
Inizio della settimana con autenticità, apertura e fratellanza.
Lettere vere, umane, ispirate: a pastori, laici, persone care, alla Chiesa, al mondo.
Uno spazio dove il cuore scrive al cuore.
“Inizia la settimana con verità e compassione, e poi cammina.”
di Massimo Creati
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Carissimo Fratello, carissima sorella,
oggi vogliamo parlarti di una differenza che può sembrare piccola, ma che è in grado di determinare la rotta di un’intera vita, di un’azienda, persino di una comunità: la differenza tra ostinazione e determinazione.
Viviamo in un tempo in cui l’imprenditore – che abbia 20, 30 o 40 anni di esperienza – non può più permettersi di vivere di rendita sul “si è sempre fatto così”.
Il mondo cambia, le persone cambiano, i mercati cambiano. E l’unica vera ancora di salvezza non è l’esperienza nuda e cruda, ma la competenza nutrita di coscienza e consapevolezza.
Perché solo così si può creare ben-essere sociale, invece di contribuire – magari senza volerlo – al mal-essere che già respiriamo.
Come diceva Einstein:
“Non possiamo risolvere i problemi con lo stesso modo di pensare con cui li abbiamo creati.”
Quante volte confondiamo la perseveranza con l’ostinazione sterile.
Ostinarsi significa continuare a ripetere ciò che non funziona, sperando che un giorno, quasi per magia, funzioni.
Determinarsi, invece, è restare fedeli alla meta, ma avere il coraggio di cambiare rotta, strumenti, atteggiamento, quando la strada scelta non porta frutto.
E qui arriva il cuore di questo messaggio, che vogliamo consegnarti come chiave di lettura per la vita e per il lavoro:
Fedeltà alla meta, libertà nei passi
Restare saldi nel fine, ma fluidi nei mezzi: la lezione della sapienza evangelica.
Perché la vera saggezza – e lo insegna anche la sapienza evangelica – non è incatenarsi a un metodo, ma restare saldi nello scopo e pronti a trasformare il percorso. Restare fermi nel “perché” e flessibili nel “come”. Questa libertà creativa è ciò che distingue il cammino fecondo dalla sterile ostinazione.
Ti raccontiamo un episodio.
Anni fa, durante una formazione aziendale, un venditore con scarsi risultati disse al nostro caro amico Paolo Borzacchiello:
“Cosa vuoi insegnare a me? Ho 20 anni di esperienza!”
La risposta di Paolo fu: “No, amico mio. Tu non hai 20 anni di esperienza: hai un anno di esperienza ripetuto per 20. E ripetere per 20 anni un errore non lo trasforma in competenza: lo trasforma in abitudine.”
Ed è qui che vogliamo parlare direttamente a te, se sei imprenditore o imprenditrice.
Con parresia e rispetto:
il “sì sì, lo so” è il peggior nemico della crescita.
Se continui a dire di avere esperienza ma non ti metti in gioco, se rifiuti di studiare, di aggiornarti, di ascoltare, stai scegliendo l’ostinazione e non la determinazione.
E, peggio ancora, se mandi in formazione solo i tuoi collaboratori pensando che siano “loro” a doversi aggiornare, stai perdendo la più grande occasione di leadership: formarti tu per prim*, insieme a loro.
Solo così parlerete la stessa lingua, solo così potrete camminare nella stessa direzione: verso il ben-essere sociale e il benessere di tutti.
Perché un’azienda non cresce se il capo resta fermo.
E la cultura di un’organizzazione è il riflesso diretto della coscienza di chi la guida.
Il punto è questo: se hai fatto cinquanta telefonate e hai ricevuto cinquanta no, non sempre la risposta è “insisti”.
A volte, è “fermati e cambia”.
Cambia ambiente (perché il luogo da cui agiamo modella il nostro pensiero e la nostra energia), cambia comportamento (perché basta un piccolo aggiustamento per produrre un effetto a catena), sviluppa nuove capacità (perché senza tecnica, l’entusiasmo si brucia in fretta).
Socrate ci inviterebbe a domandarci: Sto cercando la verità o sto solo difendendo la mia abitudine?
E Cristo, nel Vangelo, ci ricorda che il frutto buono si riconosce dall’albero: se un albero non porta frutto, si pota, perché possa rifiorire.
Allora, fratello, sorella, imprenditore, educatore, pastore o giovane in cammino:
non temere di cambiare il pensiero, di rinnovare lo sguardo, di formarti ancora.
La vera determinazione non è fare cento volte lo stesso passo, ma continuare a camminare finché arrivi là dove Dio, il cuore e la coscienza ti chiamano.
Perché la fedeltà alla meta è virtù.
Ma la fedeltà cieca al metodo… può diventare un idolo.
Buon lunedì, con verità e compassione.
E poi… cammina.
Con Gratitudine e luce.
Massimo Creati
(Fratello in Cristo e compagno di luce)
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