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I miei appunti2025-09-11T14:38:25+02:00

I miei Appunti

Le nostre case potrebbero diventare luoghi di incontro…

 

Dalla Lettera Pastorale 2024-25:

 “Amerai, sarai felice e godrai di ogni bene, ora e nei secoli eterni.” 

#18_Pag. 35 (Nicolò Anselmi – Vescovo di Rimini)

                                          LE NOSTRE CASE

Le nostre case potrebbero diventare luoghi di incontro tra famiglie, tra amici, tra adulti e giovani, luoghi di fraternità.

Effatà, apriti, apriamoci, apriamo la mente, i nostri cuori, le braccia, gli occhi, le nostre case. 

È bello cenare insieme, raccontarsi, chiedere e donare consigli, pregare, condividendo il cibo portato da casa propria, ascoltare; Gesù stesso frequentava la casa di Pietro, di Marta, Maria e Lazzaro, accettava di andare a pranzo da stranieri come Simone il cananeo; San Paolo accoglieva gli inviti di famiglie, di Aquila e Priscilla, conosceva personalmente, come racconta nelle sue lettere, genitori e nonni dei suoi discepoli. 

Spero che le nostre case diventino luoghi di fraternità missionaria, dove poter invitare anche i nostri amici per gustare il profumo e il sapore dell’amore di Dio. La convivialità fatta di amicizia, di preghiera, ma anche di tagliatelle, di piadina e squacquerone, di un bicchiere di Sangiovese, è un linguaggio che tutti capiscono e gradiscono.

Il pranzo insieme, mangiare le stesse cose, unisce e genera fraternità e uguaglianza. Cucinare, preparare con attenzione la tavola, servire è un modo di amare.

La visita alle famiglie con la possibilità di vivere insieme un momento di preghiera è un gesto pastorale molto diffuso nella nostra comunità cristiana. Spesso i sacerdoti e i diaconi non riescono più a far fronte a questo impegno; anche altri membri della comunità cristiana, religiosi, consacrati, laici potrebbero svolgere un ministero di visita anche più volte durante l’anno, specialmente ai più anziani e soli. 

La visita agli anziani e alle persone sole potrebbe essere un vero servizio, settimanale; i circoli parrocchiali, gli oratori, aperti per un momento di festa, di preghiera, per una partita a briscola o a tresette, per una barzelletta, una ciambella condivisa o per discorsi importanti hanno bisogno della generosa disponibilità di qualcuno perchè nascano.

 

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Che siano una sola cosa.

Dalla Lettera Pastorale 2024-25:

 “Amerai, sarai felice e godrai di ogni bene, ora e nei secoli eterni.” 

#17_Pag.34-35 (Nicolò Anselmi – Vescovo di Rimini)

La tradizione vuole che ogni vescovo debba scegliere un motto, una frase ispiratrice del suo servizio, e uno stemma; durante il periodo di preghiera in preparazione all’ordinazione episcopale ho scelto come motto un’espressione che Gesù ha pronunciato durante la sua grande preghiera dell’Ultima Cena: ti prego, Padre, che siano una cosa sola, come io e Te siamo una cosa sola; custodiscili dal maligno che è il grande divisore. 

Ut unum sint significa che siano una cosa sola; Gesù ha pregato pensando agli apostoli, i vescovi, ai preti e ai diaconi, fra loro e con il vescovo, alla chiesa, alle parrocchie, alle famiglie, alla società, all’umanità.

Unità non vuol dire uniformità, copiare tutti le stesse azioni, vivere le stesse esperienze, avere tutti le stesse opinioni. Unità vuol dire stare insieme, lasciarsi portare dallo Spirito, sapere e sentire di essere una cosa sola con Gesù.

Ai presbiteri, ai diaconi e a me stesso chiedo di essere una cosa sola, fra loro, con Dio, e con il Vescovo.

 

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Chi ama, fa amare.

Ti evito le solite presentazioni e vado subito al sodo, poi se ti va ti racconto anche qualcosa di me. 

Ma non è rilevante, adesso. 

Rilevante adesso è capire, subito, che oggi “Chi ama, fa amare.”

          “Amare è far sorgere nell’altro una nuova vita. Ricrearlo.”

 

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L’unità delle famiglie, delle parrocchie, della chiesa, dell’umanità è un grande sogno di Dio.

Dalla Lettera Pastorale 2024-25:

 “Amerai, sarai felice e godrai di ogni bene, ora e nei secoli eterni.” 

#16_Pag.33-34 (Nicolò Anselmi – Vescovo di Rimini)

La cura degli anziani, dei malati o di figli in difficoltà impegna molto la famiglia che non può essere lasciata sola.

Un momento inevitabile della vita di una famiglia è il lutto, la morte di un nonno, di un genitore; la morte è una tappa della vita, da cui tutti passeremo. Purtroppo talvolta la malattia o un incidente interrompono anzitempo la vita di persone giovani. In questi momenti è importante stare uniti e affermare con coraggio che la vita continua e che tutti ci ritroveremo nella casa del padre. Grazie a chi partecipa, prepara, le veglie funebri, la recita del S. Rosario, i funerali; grazie ai preti e diaconi che accompagnano le famiglie, in chiesa, cimitero e nella vita; grazie a chi continua a stare vicino alle persone nei mesi successivi al lutto. Addio vuol dire arrivederci in Dio.

Chi, per vari motivi, non ha famiglia o è in situazioni difficili ha comunque bisogno di una comunità di vita, una nuova più ampia famiglia dove trascorrere una parte o la totalità della propria esistenza. Grazie a chi si dedica al servizio di una comunità di accoglienza; nella nostra diocesi ce ne sono molte, dedicate ai disabili, ai malati, a chi vive di dipendenze, chi è fragile. Sono luoghi di Vangelo vissuto che dovremmo tutti frequentare sotto in grado di rigenerarci.

Le famiglie che hanno fra i propri membri persone con disturbo dello spettro autistico hanno fortunatamente sul territorio molti punti di riferimento e non vanno lasciate sole. Grazie alla grande testimonianza di amore e dolce pazienza di tanti genitori. Dio è con voi. 

Auguro a tutte le famiglie, di pedalare sulla strada di Gesù; appena arrivato Romagna ho visto che qui tutta la famiglia va in bicicletta: i bambini, i ragazzi, i giovani, i genitori e i nonni; anche i professori universitari, gli impiegati, i manager, gli operai, le signore, gli italiani e gli stranieri, i vescovi e preti vanno in bici. La bicicletta semplice e allegra, crea una sensazione di famiglia, antica e sempre nuova.

L’unità delle famiglie, delle parrocchie, della chiesa, dell’umanità è un grande sogno di Dio.

Amare

“Amare è far sorgere 

            nell’altro una

nuova vita –   Ricrearlo.”

(Michel Quoist dal Libro <<Parlami d’amore>>)

 

#massimocreati #consapevolezza #sapereperdecidere #unideacondivisalibertàattraversoilsapere #economiadellasalvezza #Gesù 

Essere mamma e papà è una risposta vocazionale impegnativa e bellissima

Dalla Lettera Pastorale 2024-25:

 “Amerai, sarai felice e godrai di ogni bene, ora e nei secoli eterni.” 

#14_Pag.31-32 (Nicolò Anselmi – Vescovo di Rimini)

 

Nella società di oggi spesso si parla di famiglia composta da una persona sola, in molti casi anziana. 

La solitudine è una situazione di grande sofferenza; i nostri condomini potrebbero diventare luoghi di fraternità, vicinanza, prossimità con chi è anziano e solo. I nostri vicini di casa sono il nostro prossimo.

Ringrazio le famiglie che aprono il loro cuore alla vocazione all’affido e all’adozione: Dio vi benedice. Alcune coppie non hanno ricevuto il dono di un figlio secondo la carne, ma vivono con generosità altre forme di fecondità nell’educare, nell’accogliere, nel servizio: grazie! 

L’ascolto di molti genitori afferma con chiarezza che essere mamma e papà è una risposta vocazionale impegnativa e bellissima; spesso si dice che i figli vengono generati più volte nella vita, sia naturalmente, secondo la carne, ma anche spiritualmente ed educativamente. I nostri figli, quando avevano dodici mesi, sono gli stessi di quando hanno avuto dodici anni o diciotto o trent’anni, ma quanto sono cambiati! 

Le nostre comunità cristiane e tutta la società ricevono vita dalla presenza di bambini, ragazzi, adolescenti e giovani; in un certo senso i giovani sono figli di tutti, sono gioia per tutti; ogni adulto è responsabile della loro crescita. Ricordiamoci di festeggiare in parrocchia la nascita di un bambino, di pregare per i genitori, di ricordare a tutti la gioia di un battesimo. I primi anni di vita di un fanciullo potrebbero essere molto impegnativi per la famiglia, anche dal punto di vista economico. Spesso alcune giovani coppie faticano a trovare una casa, ad arredarla. Il desiderio di avere un figlio non può essere bloccato da un problema economico: aiutiamo la vita nascente.

 

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Le persone si innamorano se sentono che qualcuno le ama, si prende cura di loro.

Dalla Lettera Pastorale 2024-25:

 “Amerai, sarai felice e godrai di ogni bene, ora e nei secoli eterni.” 

#13_Pag.30-31 (Nicolò Anselmi – Vescovo di Rimini)

Il matrimonio è una chiamata di Dio, nasce nella comunità cristiana. Tutti devono pregare perché i ragazzi scoprono questa vocazione.

Le persone si innamorano se sentono che qualcuno le ama, si prende cura di loro.

Il sacramento del matrimonio è la presenza di Dio nella vita dei due coniugi; c’è chi dice che l’amore può spegnersi e finire, ma la preghiera, la Parola di Dio, i sacramenti dell’Eucarestia e della Confessione sono sostegni sicuri perché il fuoco dell’amore e dell’unità continuino ad ardere incessantemente. 

Preghiamo per le coppie che si preparano al matrimonio e per le coppie guida che le accompagnano nei percorsi di preparazione in prossimità delle nozze. Per i fidanzati, un buon modo per prepararsi al matrimonio cristiano e quello di frequentare insieme, tutte le domeniche, la S. Messa, possibilmente nella comunità cristiana dove già vivono; cari giovani fidanzati, fate tutto il possibile per riuscirci! 

Un caro abbraccio le coppie separate, divorziate, risposate e civilmente e ai vostri figli; la Chiesa di cui fate parte vi è vicina, prega per voi e con voi desidera cercare nuove strade di presenza nella comunità cristiana perché possiate far fruttificare il dono che ogni essere umano porta con sè;  cercate un accompagnatore spirituale e cominciate a camminare secondo lo Spirito di Gesù.i

In alcuni casi, dopo un percorso sempre doloroso, gli sposi hanno scoperto che alla base della loro separazione c’era una scelta non pienamente consapevole; in queste situazioni si può arrivare a una dichiarazione di nullità del matrimonio che non consiste nella cancellazione del sacramento bensì nell’affermazione che il sacramento, per vari motivi, non c’è mai stato. Oggi il percorso per la dichiarazione di nullità è più semplice di un tempo.

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Nella famiglia cresciamo, impariamo a vivere, amare, a fare delle scelte, a credere

Dalla Lettera Pastorale 2024-25:

 “Amerai, sarai felice e godrai di ogni bene, ora e nei secoli eterni.” 

#12_Pag.29-30 (Nicolò Anselmi – Vescovo di Rimini)

Ogni giorno, sposi e consacrati, preti, religiosi, ogni persona è invitata ad alimentare il fuoco della propria vocazione, ricordando la fedeltà di Dio che ci ha chiamati e quindi ci aiuta, nell’alleanza con noi fino al sangue.

L’unità della famiglia richiede dialogo, impegno e sacrificio; c’è una croce da portare è una risurrezione per cui gioire.

Vorrei che la famiglia fosse maggiormente al centro della vita della Chiesa. Se la famiglia vive, è unita, è gioiosa, tutta la Chiesa e, quindi, la società rifioriscono. 

L’iniziazione cristiana dei bambini e ragazzi andrebbe vissuta fin dall’inizio insieme alle famiglie.

La visita alle famiglie, quella che talvolta viene chiamata benedizione delle case, è un gesto molto importante nella nostra diocesi; spesso vengono visitati e benedetti anche luoghi di lavoro dove padri e madri di famiglia trascorrono molte ore.

Nella famiglia cresciamo, impariamo a vivere, amare, a fare delle scelte, a credere. Alcune famiglie sono ferite in modo molto pesante; tutte portano croci e vivono sofferenze; Dio è vicino al dolore delle famiglie.Tutte le famiglie prima o poi vengono segnate dalla malattia, da problemi sociali o legati alla giustizia.

Dico grazie ai medici, a coloro che si occupano della nostra salute, agli operatori sociali, agli avvocati, ai magistrati, a chi si occupa della sicurezza e del benessere di tutti.

L’amore di coppia, la nascita e l’educazione dei figli sono un’esperienza meravigliosa che dà senso alla vita, la risposta a un desiderio di Dio che coinvolge tutti. L’amore che nasce in una coppia di giovani è una realtà bellissima, un fiore meraviglioso, una fiamma che ha bisogno dell’aiuto di Dio per ardere e illuminare. Innamorarsi è bello; è bello vedere ragazzi camminare tenendosi per mano e scambiarsi con delicatezza un bacio.

 

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Cosa ci propone Gesù?

Sento spesso la domanda: “Chi è Gesù?

Credo che rispondere a questa domanda sia diversamente facile.

Forse è meglio un’altra domanda che sicuramente è più facile da comprendere e meditare:

Cosa ci propone Gesù?

Per una vita serena Gesù ci propone:

  1. Sincerità
  2. Amicizia
  3. Pace
  4. Perdono
  5. Amore
  6. Parresia

Gesù ci propone uno stile di vita che parla di sincerità, amicizia autentica, giustizia e amore.

 

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Il vero significato di Regno di Dio

“Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo” (Mc 1,15).

Quante volte sentiamo parlare del Regno di Dio.

Ma cosa significa veramente? In cosa consiste questo Regno che è vicino, che ci è già accanto? 

Il cuore del Regno di Dio è l’amore. È un regno spirituale, non visibile agli occhi, ma percepibile nel profondo dell’anima. 

Ovunque si viva l’amore autentico, l’accoglienza, la misericordia e la giustizia, lì il Regno di Dio è presente.

È un regno che chiama alla conversione, non solo nel senso di un cambiamento di condotta, ma soprattutto come un’apertura radicale del cuore. È l’invito a lasciarsi guidare dall’amore di Dio e a partecipare attivamente alla sua missione di portare pace e salvezza al mondo. 

Il Regno si manifesta ogni volta che decidiamo di amare, di perdonare, di costruire ponti invece di muri.

Certo, vedremo la sua perfezione solo quando il nostro corpo sarà vivificato e glorificato, ma già da ora possiamo assaporarne la bellezza. E per farlo, ci viene chiesto di aprire il cuore e accogliere questa presenza divina nella nostra vita quotidiana.

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Che cos’è l’Eucaristia?

Sabato scorso, mentre come di consueto io e il mio caro amico Marco ci spostavamo in auto per partecipare alla Santa Messa del mattino, gli ho fatto una domanda:

“Che cos’è l’Eucaristia per te?”

Dalla sua preziosa risposta mi è scattata l’idea di approfondire come sempre per imparare e focalizzare bene una volta per tutte il significato vero che ahimè in generale, nella vita normale di comunità, nessuno ci spiega.

Ho fatto uno studio sull’Eucaristia attingendo dal Catechismo della chiesa cattolica e di seguito riporto alcuni articoli (1374-1406-1413)

Eucaristia – PARTE SECONDA
LA CELEBRAZIONE DEL MISTERO CRISTIANO

1374 Il modo della presenza di Cristo sotto le specie eucaristiche è unico. Esso pone l’Eucaristia al di sopra di tutti i sacramenti e ne fa « quasi il coronamento della vita spirituale e il fine al quale tendono tutti i sacramenti ». 201 Nel Santissimo Sacramento dell’Eucaristia è contenuto veramente, realmente, sostanzialmente il Corpo e il Sangue di nostro Signore Gesù Cristo, con l’anima e la divinità e, quindi, il Cristo tutto intero. 202 « Tale presenza si dice “reale” non per esclusione, quasi che le altre non siano “reali”, ma per antonomasia, perché è sostanziale, e in forza di essa Cristo, Dio e uomo, tutto intero si fa presente ». 203

(201) San Tommaso d’Aquino, Summa theologiae, III, q. 73, a. 3, c: Ed. Leon. 12, 140.

(202) Cf Concilio di Trento, Sess. 13a, Decretum de ss. Eucharistia, canone 1: DS 1651.

(203) Paolo VI, Lett. enc. Mysterium fidei: AAS 57 (1965) 764.

In sintesi

1406 Gesù dice: « Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno […]. Chi mangia la mia Carne e beve il mio Sangue ha la vita eterna, […] dimora in me e io in lui » (Gv 6,51.54.56).

1413 Mediante la consacrazione si opera la transustanziazione del pane e del vino nel Corpo e nel Sangue di Cristo. Sotto le specie consacrate del pane e del vino, Cristo stesso, vivente e glorioso, è presente in maniera vera, reale e sostanziale, il suo Corpo e Sangue con la sua anima e divinità. 252

(252) Cf Concilio di Trento, Sess. 13a, Decretum de ss. Eucharistia, c. 3: DS 1640; Ibid., canone 1: DS 1651.

Quindi:

Che cos’è l’Eucaristia?

L’Eucaristia è la presenza del Cristo totale.

Ma dov’è scritto?

Nel catechismo della chiesa Cattolica. (ai numeri 1374-1406-1413):

“Si celebra l’Eucaristia, e in questa celebrazione dell’Eucaristia c’è l’ostia consacrata.”

Nell’ostia consacrata chi c’è?

C’è il Cristo totale!

Cosa si intende per Cristo totale?

Gesù uomo vivificato e Dio inscindibilmente legato a Lui.

Per cui quando riceviamo l’Eucaristia noi entriamo in comunione con Gesù Cristo vero Dio e vero uomo.

 

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La soddisfazione nell’amore individuale…

Ogni tentativo di amare è destinato a fallire se non si cerca di sviluppare più attivamente la propria personalità, che la soddisfazione, nell’amore individuale, non può essere raggiunta senza la capacità di amare il prossimo con umiltà, fede e coraggio.

Senza queste virtù è impossibile amare veramente.

(Rif. Erich Fromm “L’arte di amare”)

 

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Tenere in me il fuoco della missione

“M’impegno ogni giorno a tenere vivo in me il fuoco della missione, il desiderio di portare a tutti la buona notizia di Gesù Cristo.”

 

(Rif. dai miei appunti del 8 febbraio 2025)

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La venuta di Gesù

“La venuta di Gesù non è stata per togliere i peccati, ma per togliere il peccato, e il peccato è quello di non conoscere con chiarezza Dio.”

 

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Occorre sapere cosa comunicare

“Oggi più che mai abbiamo il dovere di comunicare seguendo due semplici regole che ho imparato. negli anni:

Occorre sapere cosa si vuole comunicare e occorre ricordare sempre che chi ci ascolta esiste, non è un’astrazione.

Quindi dobbiamo impegnarci a farci comprendere con il linguaggio di chi ci sta ascoltando o leggendo.”

(Rif. dai miei appunti del 21 gennaio 2022)

 

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Essere nella verità

“Essere nella verità, fare la verità, significa orientare la propria esistenza a favore del bene dell’uomo, ponendo il bene dell’altro come principio assoluto della propria esistenza.

Quanti lo fanno sono in grado di ascoltare e capire la voce del Signore.”

(Rif. dai miei appunti del 23 gennaio. 2022)

 

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Gesù è la Parola vivente

“Con Gesù c’è la Parola vivente che è Dio.

In Gesù Cristo parla e opera la persona divina mediante Gesù Cristo.

Gesù Cristo è l’uomo che presta la bocca a Dio, e trasmette le parole di Dio, presta le sue mani a Dio, ed opera mediante le sue mani, e via via dicendo.”

(Rif. dai miei appunti del 2 novembre 2021)

Note:

Dal n°262 del Catechismo della Chiesa Cattolica:

“L’incarnazione del Figlio di Dio rivela che Dio è il Padre eterno e che il Figlio è consonstanziale al Padre, cioè che il Lui e con Lui è lo stesso unico Dio.”

… e la Parola è mobile, creativa ed efficace! (Card. G.Ravasi)

 

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Il vero centro dell’esperienza di fede

Il vero centro dell’esperienza di fede è l’amore di Dio e l’amore del  prossimo, purificandola dall’ipocrisia del legalismo e del ritualismo.

Se l’esperienza della fede si riduce solo ad abitudini religiose allora quando la vita si presenterà con qualcosa di serio esse non potranno salvarci perché altro non sono che puri gesti messi in atto per eludere la cosa più importante: conoscere e amare la persona di Gesù Cristo, il Figlio di Dio.

Gesù stesso ci insegna che i comandamenti di Dio si riassumono nell’amare Dio e il prossimo. E questo amore non può essere solo proclamato, ma deve essere vissuto.

(Rif. Vg. Mc 7,1-13)

 

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Amare è fare agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te.

Dalla Lettera Pastorale 2024-25:

 “Amerai, sarai felice e godrai di ogni bene, ora e nei secoli eterni.” 

#11_Pag.28-29 (Nicolò Anselmi – Vescovo di Rimini)

 

“Molto spesso Papa Francesco, parlando alle famiglie, ricorda quanto sia importante imparare a chiedere “per favore”,“scusa“, a dire “grazie“, “ti chiedo perdono“,“ti voglio bene“.

L’esortazione apostolica Amoris Laetitia è un tesoro di suggerimenti per vivere la gioia dell’amore in famiglia. Tutte le sere le coppie potrebbero ritrovarsi, in presenza o, se distanti, almeno via web, guardarsi negli occhi, ascoltarsi e pregare insieme, sciogliere nella preghiera ogni piccolo sassolino che può essersi inserito nell’ingranaggio dell’amore, dissipare ogni velo d’ombra grazie alla chiarezza e dalla luminosità di Dio. 

È importante essere disponibili a offrire tutto, sacrificare ogni cosa per mantenere l’unità, la freschezza e la gioia della coppia e poi della famiglia.

Il matrimonio è la disponibilità a morire per amore dell’altro, dell’altra; Gesù dice che non c’è un amore più grande del dare la vita per i propri amici.

Lo sposo e la sposa rappresentano, l’uno per l’altro, Gesù, disponibile a morire per me. In tutti noi c’è la paura di soffrire, di morire, di essere abbandonati e, contemporaneamente, il desiderio di essere trattati con gentilezza, con attenzione, con rispetto.

Amare è fare agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te.

Amare è dire a qualcuno: tu non morirai, sarai per sempre con me, nel mio cuore, non ti abbandonerò mai. Dio ci ama così, siamo e saremo sempre con lui e lui con noi.”

#massimocreati #consapevolezza #sapereperdecidere #economiadellasalvezza #Gesù 

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