C’è un albero, in principio.
Non un melo qualsiasi.
Porta un nome preciso: l’albero della conoscenza del bene e del male.
Conoscenza, nella Bibbia, non è nozione.
È esperienza piena. È la capacità di scegliere.
È l’albero della libertà.
Dio lo pone davanti all’uomo come una guida.
Come una parola che orienta i passi.
L’uomo, invece, vuole cogliere lui il frutto.
Vuole decidere lui cosa è bene e cosa è male.
Vuole essere lui la fonte della morale, non riceverla da Dio.
Qui comincia il peccato.
Ravasi lo scrive senza sconti: da quel momento l’uomo chiama bene ciò che è male e male ciò che è bene.
Ed è lui soltanto a poter compiere questo atto.
Guarda intorno a te, oggi.
Vedrai catastrofi, alluvioni, terremoti.
Vedrai malattie che colpiscono senza colpa.
Questo è un male. Ma è lontano dal vero male.
Il vero male ha un autore preciso: l’uomo.
È l’uomo che tortura il fratello.
È l’uomo che sfrutta e schiavizza il fratello.
È l’uomo che deride, che calunnia, che porta avanti le guerre.
Questo male non cade dal cielo.
Viene costruito, scelta dopo scelta, da mani umane.
Eppure siamo tutti nati per essere fratelli.
Eva è stata chiamata madre di tutti i viventi.
Se lei è madre di tutti, allora ogni uomo che incontri è tuo fratello.
Agli occhi di Dio siamo tutti figli adottivi.
Figli della stessa casa.
Torturare un fratello, allora, è tradire la propria origine.
Deridere una sorella è rinnegare il proprio sangue.
Anche il male fisico, spesso, porta l’impronta dell’uomo.
Costruisci la casa dove il fiume, oggi secco, domani si riempie.
Costruisci sulla terra che trema.
La natura segue le sue leggi. L’uomo sceglie dove abitarle.
Resta comunque una linea netta da tracciare.
Il male fisico ferisce il corpo.
Il vero male porta alla morte spirituale.
E la morte spirituale ha una sola porta d’ingresso: quando togli Dio dalla tua vita.
Consapevolmente. Volontariamente.
Per scelta, mai per dimenticanza.
Ecco il filo che lega l’albero del Genesi al mondo di oggi.
Ogni volta che decidi da solo cosa è bene e cosa è male, senza la Parola che ti guida, raccogli lo stesso frutto.
Ogni volta che giustifichi la crudeltà, chiami bene ciò che è male.
Ogni volta che chiudi gli occhi davanti al fratello sfruttato, chiami male la compassione che dovresti sentire.
Il male più grande è sempre silenzioso.
Si annida nella scelta quotidiana di allontanarsi da Dio.
La buona notizia è che la porta resta aperta.
Puoi fare il bene lasciandoti lucidare, ogni giorno, dalla Parola di Dio.
Puoi tornare a guardare ogni persona come fratello.
È l’unico modo per disarmare il male costruito dalle nostre mani.
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Questo articolo nasce da un dialogo profondo con un fratello in Cristo, Luciano, che con le sue riflessioni ha messo in moto un pensiero che da tempo cercava di prendere forma. Grazie, fratello, per aver acceso questa riflessione.
Fonte: Gianfranco Ravasi, Il Libro della Genesi (1-11)
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Sai, fino a qualche anno fa correvo.
Azienda, obiettivi, ritmo.
Poi nel 2013 mi hanno detto: hai un linfoma.
Lì tutto si è fermato.
Per la prima volta ho visto chiaro.
Sono guarito.
Ho venduto l’azienda ai miei cari collaboratori.
E ho capito una cosa semplice: la vita che mi è stata restituita non è mia. È da restituire.
Oggi cammino con chi ha perso la direzione.
Cammino accanto, non davanti.
Aiuto a leggere quello che hanno già dentro.
Tutto qui.
Massimo Creati
Riccione, Lì 10 settembre 2026.
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