Portare avanti il Cristianesimo non è una cosa gioiosa, non lo è stato per Gesù e non lo sarà per nessuno.

E’ ormai da qualche anno, dopo una vita che leggevo il Corriere della sera, il Sole 24 ore e altri quotidiani, che ho deciso di cancellare tutti gli abbonamenti collegati, perché la sofferenza era diventata per me pazzesca.

Quando tutti parlano di fame, crisi, notizie che trasmettono solo ansia e paura, e poi vedi delle paginone di pubblicità che costano un botto, e solo cose non belle, tutto diventa inutile.

Allora ho deciso di leggere solamente la pagina del Resto del Carlino di Rimini, relativa a Riccione dove vivo e dintorni, e solo la prima pagina del Corriere della sera che mi arriva ogni giorno da un mio fraterno amico.

Si vive ugualmente, le notizie importanti mi arrivano immediatamente grazie a tanti fratelli e sorelle che sento ogni giorno, e la sofferenza fortunatamente si affievolisce.

Detto questo, ieri, leggendo un articolo di un bravo Sacerdote che pubblicamente chiede “una piccola donazione per i concittadini meno fortunati”, mi è nata la voglia di un bel discernimento e ho deciso di scrivere sul tema.

E da qui parte la mia riflessione che voglio condividere anche con te oggi:

<< Molto bella questa iniziativa d’amore, ma a mio avviso come sempre poco produttiva.

Ho pensato subito al detto “filosofico”:

<< Se io ti dò un pesce ti sfamo per un giorno, se io ti insegno a pescare ti sfamerò per tutta la vita. >>

E mi viene in mente << l’importanza del saper lavorare. >>

L’esempio è il seguente:
Se ti invito a cena una sera, io soddisfo le tue esigenze per quella cena, e l’indomani mattina sei affamato di nuovo.

Ma se ti insegno a lavorare, ti soddisfo per sempre, perché tu lavorando, con i soldi che andrai a guadagnare soddisfi tutti i tuoi bisogni materiali.

Gesù in Matteo 4, 19-24 disse:
E disse loro: “Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini”.
Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò.
Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.
La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì.
Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.

Quello che succede al giorno d’oggi è proprio questo, si continua ad invitare a cena una sera, si soddisfa l’esigenza per quella cena, e l’indomani mattina l’invitato rimane affamato di nuovo.

E succede ovunque, in qualsiasi campo.

Attenzione è bello, e meno male che esistono tutte quelle belle persone che si impegnano ogni giorno e che invitano a cena per un giorno, oppure fanno pagare un bel corso di aggiornamento o formazione per un giorno, oppure tanto e tanto altro per un giorno.

Ma questa credo che non è la soluzione, la gente in generale continua ad essere infelice, ma soprattutto “disorientata”.

Eh già… il “disorientamento”, a mio avviso il tema più importante che esiste oggi nelle persone e soprattutto nelle micro e piccole medie imprese (da 0 sino a 250 dipendenti).

Se penso a quel Signore/a che ha vinto quei 4 milioni di euro, mamma mia chissà che momento impegnativo sta passando in questi primi giorni dopo la vincita, ammesso e non concesso che chi ha comprato quel biglietto è del luogo.

Io credo che se per disgrazia dovesse uscire allo scoperto, maledirà l’ora in cui ha vinto e a distanza di pochi mesi diventerà più povero/a di quando ha vinto.

La mia domanda è:

“Quante persone sono abituate a maneggiare soldi?”

Se questa vincita la becca un Berlusconi non gli farebbe né caldo e né freddo.

Ma se la becca uno che non sa cosa fare, qual è la prima cosa da fare?
Essere aiutato da un buon Psicologo per non uscire pazzo/a.
E allora, anzichè chiedere la donazione per tamponare una situazione che può durare per un giorno, dobbiamo invece pensare a una soluzione diversa, che è quella di creare il “Sapere per Decidere” e mettere centinaia e centinaia di persone in condizioni di saper lavorare e di saper sviluppare con conoscenza, scienza, consapevolezza, umiltà e amore le proprie capacità, e mettere in campo le virtù che gli sono state donate dal Signore.

Il suggerimento amorevole che voglio dare mettendo a disposizione la mia esperienza, è il seguente, riepilogato in tre punti, da sviluppare in ogni Chiesa:

  1. Creare un centro di ascolto diverso e focalizzare bene la situazione generale su come stanno le cose di ogni Persona/Famiglia che cerca aiuto (La Caritas e la Croce Rossa sono un altro tema, e meno male che esistono cmq)
  2. Da questo ascolto, bisogna fare una analisi ben precisa e valutare le virtù e i propri sogni dell’individuo, partendo da sè stesso e da chi “vuole essere”.
  3. Creare un percorso di studio, di formazione ed educazione, sui concetti fondamentali del lavoro, con un’istruzione semplice e chiara (e qui che la Chiesa deve impegnarsi a investire partendo proprio dai Sacerdoti che devono studiare per l’epoca odierna non solo di Teologia o filosofia, ma cosa bisogna saper fare per sviluppare la propria Chiesetta, saperla amministrare, sapere come si gestisce un’azienda in generale, e soprattutto imparare come interagire a livello umano preparandosi sul tema dell’intelligenza emotiva, per saper ascoltare e poi suggerire eventualmente questo percorso ad ogni fedele che entra in Chiesa.

Il risultato certo che succede sarà il seguente:

  1. Rendere entusiasti tutti;
  2. Aiutare le persone che a seconda delle virtù e della voglia di fare possano presentarsi sul mercato del lavoro con una preparazione diversa.
  3. Sviluppare un nuovo mercato composto di una “classe lavorativa” preparata e consapevole, con un’attenzione particolare sia ai giovani, ed anche a persone più grandi, che hanno voglia di donare la propria virtù per migliorare questo mondo e per migliorare la propria vita personale e di coloro che amano.

Il tutto condito con amore, con quell’amore che Dio, che parla in Gesù Cristo e opera per mezzo dell’uomo Gesù, ci ha insegnato.

Quindi, il suggerimento che voglio dare a Don GianLuca, è quello di modificare il tipo di richiesta: << Credo fortemente che le persone che hanno tanta disponibilità economica e sono certo che hanno la voglia di creare del benessere sociale, praticamente in molti, in tutta Italia e in tutto il mondo, vogliono sentire una richiesta diversa per fare qualcosa di diverso, che serve oggi (o forse da sempre) quindi, donazioni per sviluppare sapere, per creare posti di lavoro che possono aiutare migliaia di famiglie, di conseguenza tantissimi Imprenditori che possono sviluppare i loro sogni imprenditoriali, e farlo con un metodo ben preciso in tutte le Chiese del mondo.>>

Gesù disse: “La verità Vi farà liberi” (Gv 8,32)

Che cos’è la verità?
“Tu amando non sbagli mai!”

La verità come si conquista?
“Con lo studio e attraverso lo studio.”

Questa è la verità che nessuno può mettere in discussione.

Perché una verità naturale ti libera da tutte quelle fantasie scientifiche, e quindi tu vieni liberato da tutte quelle schiavitù di ignoranza perché vai incontro alla verità.

Per sapere quale metodo ho in mente, se ti va, puoi scrivermi e ne possiamo parlare con gioia, è tutto già pronto.

Grazie di cuore a te, che attraverso i miei scritti, Ti unisci a me, insieme a tantissimi fratelli e sorelle per condividere pensieri belli, il Vangelo e la cosa giusta da fare, e con le condivisioni e con i commenti, collabori alla diffusione di un messaggio per fare il bene possibile per tutti.

Affettuosamente,
Massimo Creati.

PS: Aiutare i bisognosi è un compito dello Stato non della Chiesa, perché è lo stato che mette le tasse, distribuisce ecc.

Nei momenti di emergenza devono intervenire le comunità religiose.

Ma non bisogna dimenticare come dice San Paolo: “Che chi non lavora neanche mangi”.

… ma quando una persona per colpa non sua si trova in difficoltà, lo stato e le religioni hanno il “dovere” di venire incontro alle esigenze reali della persona o della famiglia perché tutti devono avere il necessario per vivere al meglio.

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