Oggi prendo in prestito con grande piacere questa definizione della parola Resilienza tratto dal Libro “la Vita è un Viaggio” di Beppe Severegnini:

<< Resilienza >>, quando l’ho ascoltata per la prima volta, mi è sembrata una parola irritante. Una di quelle che abbiamo reimportato goffamente dall’inglese (resilience), dopo avergliele prestate secoli addietro.

Un po’ come audit, briffare, due diligence, plus. Invece resilienza è una parola bella e potente. È la qualità di cui abbiamo bisogno, in questo momento del viaggio italiano. Chi la conosce, non la perda. Chi la ignora, la impari.

<< Resiliente >> viene dal latino resiliens, participio presente di resilire: saltare indietro, rimbalzare. 

Spiega il dizionario Treccani: 

Resilienza s.f.  [der. di resiliente].

    1. Nella tecnologia dei materiali, la resistenza a rottura per sollecitazione dinamica, determinata con apposita prova d’urto: prova di r.; valore di r., il cui inverso è l’indice di fragilità.

 

  • Nella tecnologia dei filati e dei tessuti, l’attitudine di questi a riprendere, dopo una deformazione, l’aspetto originale.

 

Il vocabolo è usato anche in informatica, in biologia, in geriatria, perfino in odontoiatria. Anche in psicologia, ed è ciò che ci interessa. Resilienza è la capacità di affrontare le avversità, di superarle e rimanere se stessi. Torniamo alla tecnologia dei materiali: “il valore di resilienza è l’inverso dell’indice di fragilità“. Che bella indicazione, per viaggiatori della vita.

I nostri giorni passano e spesso li lasciamo passare con indifferenza. Ce ne ricordiamo volentieri soltanto se sono stati sereni. Cerchiamo di dimenticare, invece, le giornate difficili: anche se le abbiamo affrontate con coraggio. È un atteggiamento comprensibile, ma sbagliato. La consapevolezza di saper resistere deve diventare un motivo di orgoglio. Non avanzo, magari, ma tengo la posizione. 

La resilienza rinforza il carattere produce personalità. Tra i sentimenti è forse il più letterario, dopo l’amore. Ulisse, Enea, Orlando, Don Chisciotte, Renzo e Lucia, i Malavoglia, il principe Myskin: a un personaggio classico e scoprirete che il suo fascino nasce dalla capacità di affrontare le avversità. 

Ne abbiamo bisogno tutti, nella vita privata e nella vita pubblica. 

Abbiamo necessità di resistere, di capire che questa resistenza nasconde soddisfazioni. Avremo bisogno di forza per rialzarci, appena sarà possibile. Chi non si rialza, infatti, resta giù. Ma è una posizione scomoda: per gli uomini, le donne, le nazioni.

 

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