L’eccesso di sicurezza che inganna anche i più capaci
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L’Overconfidence Bias, in italiano “eccesso di sicurezza” o “distorsione da eccessiva fiducia”, è un bias cognitivo per cui una persona sopravvaluta sistematicamente le proprie capacità, conoscenze o la probabilità che le sue previsioni si rivelino corrette.
In poche parole: ci si sente più sicuri di sé stessi di quanto la realtà giustifichi.
Le tre forme del bias
- Overestimation — Sopravvalutare le proprie prestazioni reali. Esempio: “Sono sicuro di aver superato l’esame con lode.”
- Overplacement — Sopravvalutarsi rispetto agli altri. Esempio: “Guido meglio della media delle persone”, un’illusione che, per definizione statistica, non può essere vera per la maggioranza di chi la pensa così.
- Overprecision — Avere una fiducia eccessiva nella precisione delle proprie convinzioni o previsioni. Esempio: “Sono sicuro al 99% che il progetto finirà in tempo.”
Perché è importante per chi guida e forma altri
Questo bias è particolarmente insidioso perché spesso colpisce di più chi ha già ottenuto qualche successo: genera una falsa sicurezza che porta a sottovalutare i rischi, ignorare feedback critici o non prepararsi adeguatamente. È una delle ragioni per cui molte iniziative falliscono nonostante chi le guida fosse convinto, fino all’ultimo, del successo.
Un antidoto pratico
Coltivare l’umiltà epistemica: chiedersi sempre “cosa non so ancora?” prima di agire con troppa sicurezza, e cercare attivamente punti di vista che possano smentire le proprie certezze.
Il vero leader umanocentrico non è chi non dubita mai di sé, ma chi resta “un animale ancora imparante e curioso”, capace di mettere in discussione le proprie certezze prima che siano gli eventi a farlo.
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Fino a qualche anno fa correvo.
Azienda. Obiettivi. Ritmo.
Poi la vita si è fermata da sola.
Una diagnosi che cambia tutto.
Lì ho visto chiaro. Per la prima volta.
Sono guarito.
Ho lasciato la mia azienda nelle mani di chi ci credeva con me.
Una cosa mi è rimasta chiara:
questa vita restituita non è mia da tenere. È mia da restituire.
Oggi cammino accanto a chi ha perso la direzione.
Accanto, mai davanti.
Ti aiuto a leggere quello che hai già dentro.
Tutto qui.
Massimo Creati
Riccione, Lì 19 settembre 2026
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La cosa più interessante è che il bias colpisce di più chi ha già avuto successo, perché il successo elimina proprio il feedback che servirebbe. Più sali, meno persone ti contraddicono.
Vivendo ogni giorno in ambito sportivo, lo tocco con mano, un gruppo che vince smette di mettere in discussione il metodo, contraddire il campione costa caro e restano pochi pari in grado di giudicarlo davvero.
I team migliori lo sanno e non lasciano la critica alla buona volontà, fanno analisi video impietose anche dopo le vittorie e danno al dissenso un ruolo preciso.
L’umiltà non è solo una virtù individuale, è un contesto che ti obbliga ad affrontare le obiezioni prima che lo facciano gli eventi.
Caro Roberto, è sempre un piacere leggere le tue preziose condivisioni.
Eh già… su tutto!
Sul tema umiltà, non è debolezza o sottomissione, ma una straordinaria forza interiore.
Ho imparato che stare con i piedi per terra significa avere una consapevolezza profonda di sé: conoscere i propri limiti, ma anche le proprie risorse Quando la tempesta arriva, chi è pieno di superbia si spezza come un albero rigido, perché si crede invincibile. Chi è umile, invece, sa piegarsi senza rompersi, accetta la realtà per quella che è e trova la stabilità necessaria per resistere e superare le difficoltà.Impegniamoci ad amare sempre e ad essere dei testimoni credenti e credibili soprattutto per le nuove generazioni. Ti abbraccio con Agàpe Fraterno, Massimo.