Un mio caro amico, in un momento di silenziosa condivisione, mi ha inviato un pensiero che ha risuonato in me con particolare forza.
Non aggiungo commenti, non cerco di interpretarlo per te e per tutti. Preferisco offrirtelo così com’è: essenziale, forte, vero. Lo condivido perché credo che le parole, quando toccano corde profonde, meritino di essere ascoltate… lentamente.
Ecco il pensiero del Cardinale Robert Sarah:
“La Liturgia non è intrattenimento né occasione per esperimenti creativi,
la liturgia è l’incontro con il Divino, e come tale richiede Silenzio, Riverenza
e soprattutto Orientamento verso Dio e non verso l’assemblea.”
Non serve molto altro. Forse basta fare spazio dentro di noi, fermarsi un momento e lasciar emergere le domande che questo pensiero suscita.
Nel tempo della parola facile, della spettacolarizzazione anche del sacro, ci è donata una provocazione gentile ma ferma: la Liturgia come luogo del Santo, del Mistero, dell’Incontro.
Ci viene ricordato che ciò che celebriamo non ci appartiene, ma ci è stato affidato. E che ogni gesto, ogni parola, ogni silenzio, deve condurci verso Dio.
Questa è la vera direzione!
Ti invito con estrema delicatezza, se lo desideri, a prenderti un momento di riflessione su queste parole. Senza fretta. Con rispetto.
Io stesso, nel mio cammino dinamico quotidiano, cerco di farmi questa domanda davanti ad ogni pensiero importante:
“Gesù, cosa penserebbe al mio posto?”
E da lì comincio il mio lavoro di discernimento, di studio, di testimonianza. Non per dire la mia, ma per cercare la Verità che salva.
Se ti va custodisci dentro di te ciò che questo pensiero ti ha fatto nascere.
Con gioia e gratitudine,
Massimo
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