Caro Fratello, Cara Sorella,
eccoci al nostro appuntamento del giovedì, Vivere con le Parole, dove l’etimologia diventa il punto di partenza per un profondo discernimento che illumina la nostra mente e il nostro cuore. Oggi, concentriamo la nostra energia sulla parola: ABSCINDERE.
La parola ABSCINDERE deriva dal latino abscindĕre, composto da ab (lontananza, separazione) e scindĕre (tagliare, fendere). Il suo significato è potente: tagliare via, separare, recidere. Non si tratta di una semplice rinuncia, ma di un atto chirurgico e consapevole.
Dobbiamo comprendere che l’abscissione mentale è un atto di togliere, per aggiungere. È un imperativo per la crescita, non un optional. La domanda che dobbiamo farci, dunque, è: stiamo permettendo al nuovo di fiorire, o siamo aggrappati a ciò che ci sta drenando?
Dobbiamo affrontare la nostra vita con la saggezza di un giardiniere. La potatura è l’azione strategica che garantisce la salute e la prosperità futura. Questa consapevolezza ci guida verso gli obiettivi di trasformazione che dobbiamo perseguire: l’I-STAIR interiore.
- Identificazione: Dobbiamo identificare con coraggio le vecchie abitudini che drenano la nostra energia anziché crearla. Dobbiamo discernere chiaramente ciò che è pronto a cadere.
- Separazione: Dobbiamo separare noi stessi dalle convinzioni limitanti che, sebbene un tempo utili, ora risultano obsolete e impediscono la nostra fioritura.
- Trasformazione: L’atto di abscindere trasforma l’ostacolo in spazio. Dobbiamo trasformare la paura del vuoto nell’attesa operosa del germoglio.
- Allineamento: Dobbiamo allontanare gentilmente e con amore quelle persone che, pur essendo abituali, non ci rispettano o non ci permettono di brillare veramente. Questo allinea la nostra energia al nostro valore.
- Realizzazione: Dobbiamo concentrare la nostra energia liberata sulla realizzazione del nostro benessere e del nostro massimo valore.
Abscindere è l’esperienza che incarna la Parola scelta: non è teoria, ma vita. Dobbiamo “ruminare, accogliere, trasformare in vita” questo principio.
La disciplina di abscindere risuona potentemente con la chiamata radicale alla fede, che esige una potatura costante per dare frutto vero. Il Magistero e la Tradizione ci ricordano che il vero discepolo è colui che si libera del superfluo per accogliere l’Essenziale.
Il Signore stesso ci illumina su questa necessità spirituale:
“Io sono la vite vera e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie; e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto.” (Giovanni 15, 1-2)
Chi rende bella la vite umana non è la vite in sé per sé, ma è il vignaiolo. In questo caso il Vignaiolo è Dio, e Dio ha cura della vite che per metafora vuol dire la vita di ogni uomo.
Il vignaiolo attraverso il suo Spirito va ad ispirare ogni essere umano affinché elimini tutto ciò che è dannoso per la propria vita spirituale, e a sua volta, per fare in modo che la sua vita dia frutti d’amore belli, come la vite curata da dei bei grappoli d’uva.
Cosa è indispensabile: mentre la vite è un qualcosa di passivo, la vite umana è un qualcosa di attivo perché può rifiutare l’intervento del vignaiolo = l’intervento di Dio, e si auto danneggia.
Dio con il suo Spirito ti invita ad eliminare tutto ciò che non è necessario o addirittura dannoso per la tua crescita spirituale.
Caro Fratello, Cara Sorella, il tuo cammino verso il benessere e il valore è un percorso attivo di crescita interiore.
Dobbiamo agire. Dobbiamo recidere le radici del passato che soffocano il futuro. Dobbiamo creare lo spazio sacro per la luce che dobbiamo portare nel mondo.
Ora che il seme del discernimento è piantato, è tempo di agire.
È il Momento di Recidere.
Qual è la singola cosa che il Vignaiolo ti invita ad Abscindere, oggi? Non rimandare l’atto di fede che ti libera.
Porta il tuo discernimento alla luce: se ti va, scrivici ora un messaggio per proseguire il cammino insieme.
Invia la tua riflessione a: massimo@creati.it
Ringraziamento Speciale: Con profonda gratitudine, desideriamo ringraziare il caro amico Michele Grotto per averci offerto, attraverso una sua preziosa Newsletter di domenica scorsa, l’opportunità di conoscere e discendere la potenza trasformativa della parola ABSCINDERE.
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