C’era un liceo classico.
C’erano pagine fitte, un esame da affrontare.
C’era il Discorso sul metodo, letto per dovere.
Poi il tempo passa.
E quelle stesse parole tornano, oggi, con un peso diverso.
Cartesio scriveva che leggere i buoni libri assomiglia a una conversazione con le menti migliori dei secoli passati.
Conversare con i secoli è già viaggiare.
Francesco Bacone, suo contemporaneo, aggiungeva un’immagine preziosa: certi libri meritano solo un assaggio, altri vanno inghiottiti, pochi meritano di essere masticati a lungo.
Scegliere quali libri masticare: ecco l’arte vera.
Il libro autentico lascia un segno.
Trasforma chi lo attraversa.
Nessuna pagina profonda si legge restando uguali a prima.
Leggere è dialogare con chi ha già camminato, riflettuto, cercato.
È accogliere una compagnia silenziosa, fatta di voci lontane nel tempo eppure vicinissime nel significato.
E qui arriva l’intuizione più bella di Cartesio: leggere è viaggiare restando fermi.
Gli orizzonti si allargano.
La mente si fa più aperta, più sensibile, più viva.
Tutto questo accade nella quiete di una stanza, con un libro tra le mani.
Ora tocca a te.
Quale libro ti ha davvero cambiato?
Con chi, tra i grandi del passato, vorresti sederti a conversare?
Leggere resta il viaggio più silenzioso che esista.
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Fonte: Cartesio, Discorso sul metodo, 1637
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“Amo stare con le persone. Le ascolto. Le aiuto a vedere chiaro”.
Lo faccio con chi sente che è il momento di fermarsi e fare chiarezza.
Il risultato? Escono dall’incontro sapendo dove andare — non perché gliel’ho detto io, ma perché insieme abbiamo trovato quello che loro sapevano già.
Massimo Creati
Riccione, Lì 14 agosto 2026
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