In questi giorni, tra celebrazioni solenni e omelie confuse, molti fedeli si chiedono: “Ma cosa celebriamo davvero nella festa del Corpus Domini?”

Domanda semplice, risposta immensa. Perché se davvero comprendessimo cosa accade nell’Eucaristia, la nostra vita non potrebbe più restare la stessa.
E allora, con cuore aperto e mente lucida, lasciamoci guidare da ciò che la Chiesa ci insegna, per riscoprire la verità luminosa che abita questo mistero.

Dal Catechismo della Chiesa Cattolica n°1374:

Il modo della presenza di Cristo sotto le specie eucaristiche è unico. Esso pone l’Eucaristia al di sopra di tutti i sacramenti e ne fa << quasi il coronamento della vita spirituale e il fine al quale tendono tutti i sacramenti >>. Nel Santissimo Sacramento dell’Eucaristia è contenuto veramente, realmente, sostunzialmente il Corpo e il Sangue di nostro Signore Gesù Cristo, con l’anima e la divinità e, quindi, il Cristo tutto intero. << Tale presenza si dice “reale” non per esclusione, quasi che le altre non siano reali, ma per antonomasia, perchè è sostanziale, e in forza di essa Cristo, Dio e uomo , tutto intero si fa presente >>.

L’Eucaristia non è un oggetto sacro. Non è “una cosa”, ma una Persona viva: Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo.
Il Corpo che riceviamo non è un “pezzo di Gesù”, ma il Cristo totale, nella sua piena umanità e divinità, inseparabilmente unito alla Trinità.

Come giustamente scrive un pensiero ispirato e ispirante:

“Non esiste il corpo del Signore, ma esiste la personalità di Gesù Cristo che ha un corpo vivificato e vivificante, inscindibilmente unito alla SS. Trinità. Per cui esiste non il ‘corpo del Signore’, ma il Cristo totale. Pertanto dove c’è Cristo c’è Dio, dove c’è Dio c’è Cristo, perché Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo.”

Questa affermazione, in linea con la teologia cattolica e la riflessione di grandi maestri della fede come Joseph Ratzinger, ci aiuta a entrare nel cuore della Solennità del Corpus Domini: la presenza reale di Cristo, in tutta la sua pienezza, nella specie eucaristica. Non solo simbolo, non solo memoria, ma realtà viva e trasformante.

La festa del Corpus Domini, istituita nel 1264 da Papa Urbano IV con la bolla Transiturus de hoc mundo, dopo il miracolo eucaristico di Bolsena, è un atto di fede e di lode pubblica. Una dichiarazione d’amore che la Chiesa intera fa al suo Sposo: Cristo presente realmente nel Sacramento dell’altare.

Come ha ricordato il Card. Pierbattista Pizzaballa nella catechesi del 21 giugno 2025, l’Eucaristia non è solo un evento storico, accaduto nell’Ultima Cena. È un modo di essere. È la storia stessa di Gesù.

“Gesù assume la nostra umanità, prende tra le mani la sua vita, il suo corpo. Lo riconosce come un dono del Padre, non lo tiene per sé in nessun momento della sua esistenza, ma sempre lo spezza e lo dona, perché ciascuno sia saziato da questa vita offerta.”

Il Vangelo scelto per questa solennità (Lc 9,11-17) racconta una moltiplicazione che non è solo di pani, ma di legami, di fiducia, di abbondanza. Quando tutto sembra mancare — cibo, tempo, risorse — i discepoli vogliono congedare la folla. Ma Gesù no: Lui non scioglie il legame, lo rafforza. Prende ciò che c’è, lo benedice, lo spezza e lo dona. E il dono non si esaurisce.

Ecco allora il cuore del Corpus Domini: una vita eucaristica non si misura nel ricevere, ma nel donarsi.
Se la vita è prima presa e benedetta, poi spezzata e donata, allora il dono non si esaurisce, e ne rimane una grande abbondanza.
L’Eucaristia non è una cosa che si fa, è una cosa che si diventa.

Noi siamo chiamati a essere Eucaristia per il mondo: presenza, accoglienza, dono.
E tu?
Come vivi questo Mistero?
Ti lasci prendere, benedire, spezzare… e donare?

#massimocreati #consapevolezza #esserenaturalmenteséstessi #mimpegnoastarebene #sapereperdecidere #unideacondivisalibertàattraversoilsapere #leadershipumanocentrica  #economiadellasalvezza #devifareparlarelaparoladidio #Gesù